11 maggio 2017 – Celebrazione del Vesak con Lama Gangchen Rinpoche e i rappresentanti del Forum delle Religioni

Il Vesak, che ricorda la nascita, l’illuminazione e il paranirvana del Buddha storico, rappresenta un momento ideale per riflettere sull’importanza della pace interiore come più solido fondamento per la pace nel mondo.

Proclamato giornata d’importanza mondiale dalle Nazioni Unite per il messaggio universale di pace e gioia che da secoli trasmette all’umanità, per il Kunpen Lama Gangchen è da anni un’ottima occasione per ospitare un incontro di preghiera con i rappresentanti del Forum delle Religioni.

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Marcia Lot è una personal trainer, motivatrice ed allenatrice di squadre di tiro con l’arco e di vari atleti per la preparazione alle Olimpiadi.

Ha acquisito formazione ed esperienza in vari paesi del mondo: Brasile, India, Thailandia, Sud Africa, Europa e Stati Uniti.

Ha organizzato numerosi workshop e gruppi di lavoro presso varie comunità, anche monastiche.

Da oltre trent’anni lavora in particolare sulla motivazione al cambiamento. Ha pubblicato tre libri (in lingua portoghese) e vari articoli giornalistici.

20 aprile 2017 Iniziazione di Mahakala blu a sei braccia con Lama Gangchen Rinpoche

Mahakala a sei braccia è un protettore del Dharma in generale e in particolare della tradizione Mahayana.
Mahakala è conosciuto in Tibet come Nagpo Chenpo, o più comunemente come Gonpo (“signore” o “protettore”).
La raffigurazione di Mahakala a sei braccia (Gonpo Ciag Drugpa) è un’emanazione di Avalokitesvara, manifestazione della compassione di tutti i Buddha.

Questa pratica aiuta a pacificare i conflitti e risolvere i problemi; aumentare la saggezza e le qualità positive; portare le persone verso il sentiero spirituale, dileguare la confusione, il dubbio e l’ignoranza.

Nell’iconografia le sei braccia rappresentano il raggiungimento delle sei Paramita (le perfezioni dei Bodhisattva) e i cinque teschi attorno alla testa, i cinque supremi guaritori, i Dhyani Buddha.

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Le Sei Paramita – Insegnamenti di Lama Michel Rinpoche

Nel sentiero del Grande Veicolo (sanscrito: Mahayana) l’addestramento spirituale dei praticanti è funzionale alla liberazione dalla propria e altrui sofferenza, con il fine ultimo di conseguire l’illuminazione a beneficio di tutti gli esseri. Con questa motivazione altruistica, definita Bodhicitta, gli aderenti al buddismo si impegnano ad attuare, nel corso dell’esistenza, il metodo delle Sei Perfezioni (sanscrito: Paramita); tali istruzioni furono insegnate, 2500 anni fa, da Buddha Shakyamuni e sono pervenute a noi tramite il lignaggio ininterrotto dei Maestri di Dharma e attraverso la diffusione e il commento dei Sutra (discorsi del Buddha).

Aderire alle Paramita consiste nell’attenersi a una serie di comportamenti virtuosi e nel contempo evitare le azioni cosiddette negative. In quest’ambito un’azione è considerata negativa quando danneggia gli esseri senzienti, senza nessun rapporto con le convenzioni sociali della cultura occidentale.

Con l’esercizio delle Sei Perfezioni, il discepolo buddista, edotto della legge di causa ed effetto e dell’interdipendenza dei fenomeni, purifica la mente dai fattori negativi disturbanti, causa di ogni sofferenza, e costruisce una solida base di “meriti” karmici che utilizzerà per proseguire sul Sentiero che conduce alla consapevolezza suprema, cioè al massimo accrescimento del potenziale umano.

Le sei attività considerate perfette, che vanno espletate con il corpo, la parola e la mente, e senza il fine di trarne una qualsiasi remunerazione, sono:

– la generosità

– l’etica

– la pazienza

– la perseveranza

– la concentrazione meditativa

– la saggezza

La generosità (sanscrito: Dāna) è indicata per prima in quanto costituisce il fondamento di qualsiasi azione illuminata; può essere materiale, ad esempio il donare cibo ad un essere affamato; può essere immateriale, e qui il campo si allarga a molti tipi di dono: della protezione, dell’amore, dell’insegnamento; infine il dono può essere anche immaginato (un tramonto, un oceano, un gioiello, etc..). Molto importanti sono le offerte, reali o immaginate, fatte con rispetto ai Tre Gioielli (Il Buddha, il Dharma e il Sangha) e al Guru (il Maestro). Nel buddismo i meriti derivanti dall’esercizio della generosità non sono proporzionalmente commisurati all’entità dell’offerta, si può infatti donare anche l’intero universo! Invece è importante l’attitudine altruistica nell’atto del donare, la mancanza di attaccamento e la relazione tra i mezzi del beneficiante e il valore del dono.

In sanscrito Śīla (pronuncia: Shila) indica la moralità, la virtù e la condotta eticamente appropriata di corpo, parola e mente; qui sono ricompresi i 5 precetti e le 10 azioni virtuose dell’etica buddista. Il campo di attuazione di Śīla implica l’abbandono degli atti negativi del corpo (ad esempio uccidere), della parola (mentire, parlare in modo sboccato, insultare, etc…) e della mente (desiderio smodato di guadagno, onori, piaceri, etc…).

Il termine Kṣanti significa pazienza, tolleranza, sopportazione, accettazione; il significato di Kṣanti è inteso diversamente dall’ambito del Cristianesimo, dove il fedele accetta per devozione quanto la regola canonica impone. Nel buddismo il praticante, estendendo la sua amorevolezza quanto più gli è possibile, crea le basi per abbattere l’emozione affliggente della rabbia, definita uno dei tre principali “veleni” della mente. Molti sono i mezzi “abili” utilizzabili per accrescere questa paramita, dall’immedesimarsi con coloro che ci procurano sofferenza al considerare come tutti gli esseri desiderino la felicità; dall’esercizio della compassione all’indagine sugli effetti della legge del karma e dell’impermanenza.

Vīrya: energia, diligenza, vigore, perseveranza. E’ l’impegno entusiastico (opposto all’apatia, allo scoraggiamento, alla pigrizia), che consiste in una diligenza gioiosa nell’applicare gli insegnamenti al fine di raggiungere la libertà interiore. Significa innanzitutto, usare energia e zelo, compiendo azioni positive (anzichè sciupare tempo in banali attività mondane) ; non stancarsi della pratica spirituale e non cadere nell’indifferenza che ce la fa rimandare di giorno in giorno; continuare con entusiasmo ad agire in modo positivo, senza la presunzione di ritenersi soddisfatti delle azioni virtuose già compiute; e, infine essere ottimisti sulla nostra capacità innata d’ottenere dei risultati positivi.

Concentrazione meditativa, contemplazione (in sanscrito: Dhyāna); è essenziale per rendere stabile la mente e progredire nel Sentiero, essere in grado di concentrarsi in maniera univoca su un oggetto o un tema prescelto.

Dhyāna è lo stato in cui la mente è mantenuta “ferma”, allontanando tutti i pensieri distraenti, le emozioni affliggenti, il torpore e l’eccitazione mentale. Vi sono molte tecniche di concentrazione meditativa: analitica, concentrativa (in tibetano: sciné, quiete mentale), tantrica. Per la scelta delle tecniche di meditazione più appropriate al proprio livello, è consigliabile affidarsi a un Maestro qualificato e autorizzato alla trasmissione del Dharma.

Conclude le Perfezioni, Prajña, la saggezza. Si tratta della consapevolezza discriminante o intelligenza discriminativa, che (allo stesso tempo) ispira e sorge dal compimento di tutte le perfezioni precedenti.Lo scopo essenziale della meditazione consiste nell’eliminazione dell’ignoranza, causa di tutte le nostre imperfezioni; ora, la saggezza è appunto l’opposto dell’ignoranza. La saggezza può essere: comune (quella che utilizziamo nella vita quotidiana); non comune (applicata a tutti gli aspetti del Dharma: l’impermanenza, la sofferenza, l’assenza di un ego e la vacuità dei fenomeni).

In conclusione, con le prime cinque Perfezioni si accumulano meriti e con la sesta si accumula conoscenza.

Le due accumulazioni sono le cause per ottenere un corpo umano pienamente qualificato, sviluppare la mente e diventare un essere completamente risvegliato, un Buddha.

14 marzo 2017 – Iniziazione e pratica Prajnaparamita con Lama Gangchen Rinpoche

La perfezione della saggezza, la Prajna Paramita, è racchiusa nel Sutra del Cuore della Saggezza. Questo Sutra è il cuore degli insegnamenti buddhisti della scuola Mahayana, è praticato in Cina, in Giappone, nel Sud-est Asiatico e in Tibet.

L’illuminato Avalokitesvara, in una grande assemblea di monaci e saggi rispose a una domanda del saggio Shariputra sul modo corretto di percepire i cinque aggregati. Vennero così spiegati i Cinque Sentieri verso l’illuminazione, i dodici anelli di originazione interdipendente, le quattro nobili verità e la profonda conoscenza trascendentale della vacuità, da un punto di vista relativo e assoluto.

Partecipare a questa iniziazione è importante in vista degli insegnamenti sulle Sei Paramita che Lama Michel Rinpoche darà a partire dal 28 marzo 2017.

 

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Losar – Capodanno tibetano

- sabato 25 febbraio ore 18,00: Guru Puja e Cerimonia per togliere le interferenze del nuovo anno, con lama Lawang e altri monaci.

Durante la serata verrà offerta la tradizionale tukpa tibetana chiamata gutuk, tukpa dei nove ingredienti.

- Lunedì 27 febbraio ore 10,00: Cerimonia per il Nuovo Anno
Guru Puja con Lama Lawang

 

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31 gennaio 2017 – Le 28 costellazioni in connessione con l’Autoguarigione Tantrica NgalSo con Lama Gangchen Rinpoche

Trasmissioni di importanti metodi di guarigione astrologica come il mantra del Buddha Re dei Pianeti, i differenti sistemi di guarigione degli elementi e un rituale speciale per realizzare la pace con le 28 Costellazioni lunari (Gyukar).

Visualizzando il mandala della forma illuminata dei pianeti comprenderemo l’interdipendenza tra questi e noi stessi.

All’epoca di Buddha la vita della gente era più semplice e quindi era anche più facile comprendere le interazioni tra le persone e l’ambiente.

Oggi, in un mondo estremamente complesso, è molto più difficile identificare le interazioni di causa ed effetto, tutto risulta spesso ingigantito ed è facile creare karma collettivi, sia positivi che negativi, molto potenti.

E’ molto importante avere un’attitudine di rispetto per i fenomeni naturali e per i pianeti e comprendere il processo d’interdipendenza secondo il quale noi abbiamo influenza sui pianeti e questi influenzano noi.

Così facendo molti ostacoli dovuti dalle influenze negative astrologiche e alla mancanza di armonia tra il nostro microcosmo e il macrocosmo saranno eliminati e noi sperimenteremo maggiore successo nel lavoro, serenità nelle relazioni e saremo più protetti da possibili avvenimenti sfortunati.

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19 gennaio 2017 – Tara Bianca dai Sette Occhi con Lama Gangchen Rinpoche

Tara è una manifestazione femminile del Buddha. È un essere illuminato che ha il potere di risvegliare il coraggio e l’azione illuminata.

Esistono diverse forme di Tara, la Liberatrice, e ciascuna di esse possiede una differente qualità di guarigione.

La meditazione su Tara Bianca dai Sette Occhi accresce la durata della vita e la vitalità, i meriti, la fortuna e la saggezza.

Inoltre conferisce pace interiore e rilassamento ed è quindi un ottimo antidoto allo stress che la vita moderna impone alla maggior parte di noi.

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